Seconda giornata di appuntamenti in Casa Edil Group, lo spazio del Villaggio Barcolana che per tutta la settimana della 58ª edizione ospita incontri, interviste e eventi di networking. In mattinata il salottino al secondo piano è diventato lo studio di Sveglia Trieste, il programma di Telequattro condotto dalla giornalista Laura Bucarella, che ha avuto come ospite il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo. Subito dopo la terrazza dello stand ha fatto da set a due nuove puntate di EdilTalk, il format di approfondimento di Edil Group in onda su Telequattro. La prima, “Health & Care: quando la sicurezza diventa un progetto”, è stata dedicata alla cardioprotezione nei luoghi di lavoro e al progetto Health & Care con cui Edil Group ha dotato di defibrillatori le proprie strutture e i propri cantieri. Ospiti Orian Frasheri, HR di Edil Group, e il dottor Walter Rojc, referente del progetto. La seconda, “Barcolana: quando impresa, sport, persone e territorio navigano insieme”, ha messo a confronto Mitja Gialuz, presidente della Società velica di Barcola e Grignano, e Vincenzo Settimo, presidente di Edil Group, sul rapporto tra la regata, le imprese e la città. Quest’anno Edil Group ha rafforzato il proprio impegno diventando Gold Sponsor della Barcolana e ha affiancato alla sponsorizzazione la presenza di Casa Edil Group, con il suo calendario di iniziative all’interno del Villaggio. Il filo conduttore della puntata è stata una domanda precisa: quando una sponsorizzazione diventa una partnership con il territorio. Gialuz ha raccontato la manifestazione dal punto di vista di chi la organizza, con la sua capacità di coinvolgere persone, imprese e realtà diverse e le sfide per restare un appuntamento internazionale senza perdere il legame con Trieste. Settimo ha spiegato le ragioni della scelta di Edil Group e il senso di una presenza costruita come luogo di incontro con la comunità. Il confronto si è chiuso su ciò che resta quando la regata finisce: le relazioni, i progetti e le collaborazioni destinati a proseguire oltre i giorni della manifestazione. La puntata andrà in onda su Telequattro lunedì 12 ottobre alle 20.05, con replica martedì 13 ottobre alle 12.35.
Successivamente Casa Edil Group è diventata il caso di studio del Be Built Networking Meeting, l’incontro per espositori e partner del Villaggio dedicato alle nuove frontiere dei temporary store, promosso da Edil Group in partnership con Modulia e Barcolana. Lo stand è una struttura interamente modulare, arredata e dotata di tecnologie integrate, che unisce il comfort di un ambiente abitativo alla flessibilità e alla velocità di montaggio richieste dagli allestimenti temporanei. L’incontro, moderato dalla giornalista Micol Brusaferro, è partito dal concept architettonico e funzionale di Casa Edil Group per arrivare agli aspetti tecnici e operativi: la logistica dei moduli, il riutilizzo dei materiali negli anni successivi, le tecnologie al servizio del comfort dei visitatori e la riduzione dell’impatto ambientale rispetto agli allestimenti fieristici tradizionali. In chiusura, un momento di networking informale fronte mare. Vincenzo Settimo, presidente di Edil Group, ha raccontato com’è nato il progetto: «L’idea nasce davanti a un caffè. Abbiamo cercato di creare un progetto nuovo su Barcolana che tenesse conto delle esigenze dei clienti, chi oggi ci chiede un modulo, una soluzione personalizzabile che è ancora difficile da trovare. Così abbiamo costruito la startup Modulia, con un’attenzione particolare alla progettazione. Casa Edil Group è stata fatta in cinque settimane e sono 300 metri quadri». Per Settimo il modulare risponde anche ai tempi sempre più stretti del settore: «Il cliente è sempre più esigente. Vanno rispettati i timing, soprattutto nel nostro settore di ristrutturazione di edifici storici. Nel modulare il timing può essere anticipato, rispettando le aspettative del cliente – ha spiegato –. Possiamo costruire scuole, uffici, qualsiasi cosa in pochissimi mesi per centinaia di metri quadrati. La possibilità di personalizzazione è elevata». Mattia Cergol, amministratore delegato di Modulia, ha ricostruito il percorso dell’azienda: «Abbiamo cominciato già anni fa, ce lo richiedeva il mercato. Così ci siamo messi assieme e Modulia nasce con l’intenzione di far sentire a casa le persone, che dia solidità con una struttura che però è temporanea e mobile. Abbiamo fuso la solidità della casa con la mobilità. Casa Edil Group è il primo prototipo e lo abbiamo montato in otto ore». Il punto centrale del progetto, per Modulia, è il riutilizzo: «Quando finiscono manifestazioni di questo tipo molto spesso viene buttato via tutto. Noi abbiamo pensato tutto in ottica green – ha aggiunto Cergol –. Oggi la vedete come Casa Edil Group, ma domani potrebbe essere un ufficio, un temporary shop: il limite è la fantasia umana».
Ripresi i lavori nel pomeriggio, con il talk show “Lo sport ed Edil Group”, una rete per l’educazione e l’inclusione: «Il cantiere e lo spogliatoio hanno molto in comune: servono fatica, disciplina, rispetto dei ruoli, ma soprattutto, in entrambi i mondi nessuno vince da solo». Con questo potente parallelismo Vincenzo Settimo ha aperto le porte del talk show “Lo Sport ed Edil Group”, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati del palinsesto di Casa Edil Group al Villaggio Barcolana. L’incontro, incardinato nel più ampio progetto sociale aziendale “BeBuilt”, ha voluto accendere i riflettori non sui risultati agonistici, ma sull’inestimabile valore educativo dello sport giovanile. Settimo ha approfondito il senso di “BeBuilt”, spiegando come per Edil Group «sponsorizzare non basti più: serve partecipare». L’obiettivo non è mettere una firma su una maglia, ma sostenere chi toglie i giovani dalle strade offrendo loro un ambiente sano e li supporta nel loro percorso di emancipazione. Una visione sposata in pieno dall’Assessore all’Ambiente della Regione FVG Fabio Scoccimarro che ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale sottolineando la crucialità del dialogo e del supporto attivo tra privati ed enti pubblici. Il cuore del talk è stato il confronto diretto con le società sportive, veri baluardi dell’inclusione triestina. A tutti è stato chiesto il significato profondo della partnership con Edil Group dal loro punto di vista. Si è parlato del ruolo formativo e di come una realtà sportiva possa diventare per gli atleti e le atlete una seconda famiglia,con le realtà del San Luigi Calcio e del Futurosa Basket; si sono toccati i temi complessi del radicamento nei quartieri e del sacrificio per ritagliarsi spazi con l’ASD Sant’Andrea San Vito e la Junior Alpina Baseball. Infine, una riflessione sul sudore individuale che diventa forza collettiva ha visto protagoniste le Officine Rumignani, eccellenza della boxe locale, e la Triestina Calcio, simbolo calcistico e passionale della città.
Infine, una densa e partecipata tavola rotonda “Trieste – Turismo e Mobilità”, andata in scena allo Zanutta Innovation Hub all’interno del palinsesto di Casa Edil Group. Un panel di altissimo profilo istituzionale, orchestrato con incalzante precisione da Micol Brusaferro, ha messo a nudo le sfide infrastrutturali che attendono il capoluogo giuliano nei prossimi anni.
Al tavolo dei relatori si sono confrontati Maurizio Giudici (Presidente Federalberghi Trieste), Marco Consalvo (Presidente AdSp mAO), Francesco Russo (Vice-Presidente Consiglio regionale FVG) e Antonio Marano (Presidente Trieste Airport). Il dibattito non ha eluso i temi più spinosi: grande attenzione è stata dedicata al nodo del “Porto Vivo” , interrogandosi su tempistiche, reali potenzialità di sviluppo e capacità di drenare nuovi flussi , e all’impatto, spesso dibattuto, del turismo crocieristico sull’ecosistema urbano.
Un blocco serrato di domande ha poi riguardato la gestione quotidiana della città: dalla cronica carenza di parcheggi alle politiche sulle aree pedonali e le ZTL, fino alle criticità della micro-mobilità e dei punti di blocco per le biciclette a noleggio. Dal punto di vista strategico, il dibattito si è focalizzato sulla bidirezionalità dell’aeroporto, ponendo l’accento sulla necessità di selezionare e governare i flussi in ingresso, puntando a un turismo di qualità. La conclusione, condivisa dai relatori durante un vivace Q&A, è stata univoca: Trieste necessita di nuove competenze professionali e di infrastrutture all’altezza per crescere economicamente senza smarrire la propria identità.
LE DICHIARAZIONI:
Maurizio Giudici, presidente provinciale di Federalberghi, ha fotografato i numeri di questi giorni: «Durante le giornate di Barcolana sono previste 500mila presenze e gli alberghi sono al completo, soprattutto per la notte del sabato. È la dimostrazione che il territorio sta rispondendo. La Barcolana è un evento internazionale e la città ormai è quasi collaudata. Gorizia e la vicina Slovenia hanno indici di saturazione alberghiera che toccano l’80-85%. I numeri ci sono: la provincia di Trieste nel 2025 ha superato i 2 milioni di presenze». Per Giudici la crescita va governata: «Il turismo va organizzato, altrimenti si rischia di creare uno scontro tra residenti e turisti. Se scatta il problema, di fatto è inutile parlare di connessioni – ha sottolineato –. Per questo abbiamo dato mandato all’Università di Trieste di realizzare uno studio di impatto sociologico, su temi come gli affitti e lo svuotamento del centro città». Lo sguardo di Giudici si è poi allargato a tutto il sistema: «La città non è ancora pronta a grandi balzi in avanti, ma vanno messi a sistema i numeri raggiunti fino a oggi. Nei prossimi tre anni ci saranno investimenti milionari, con quasi 500 nuovi posti letto in hotel a quattro stelle. Il turismo è un sistema, perché è composto da molti attori: se ognuno lavora per conto suo e non si connette con gli altri, non avremo mai un prodotto turistico strutturato».
Antonio Marano, presidente di Trieste Airport, ha messo al centro la gestione dei flussi: «Uno dei temi principali è proprio questo. La città riesce a gestirli, con qualche criticità. I grandi eventi vanno coordinati a livello regionale: ci vuole una modalità strutturata per raccogliere le istanze e le diverse esigenze di albergatori, operatori turistici, aeroporto e ferrovia. Serve un progetto organico, che ancora non c’è». Sul fronte dei collegamenti Marano ha indicato una criticità precisa: «La nostra regione ha una scarsa accessibilità. A breve verrà realizzato sulla Trieste-Venezia il cosiddetto cappio, una bretella ferroviaria che intercetterà la linea e passerà per l’aeroporto di Venezia, allungando i tempi di collegamento con Mestre – ha spiegato –. Dal punto di vista ferroviario saremo una regione più isolata, quindi l’aeroporto avrà una funzione ancora più importante».
Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale e di Trieste Terminal Passeggeri, ha guardato al prossimo anno: «Credo che il 2027 sarà un anno di ulteriore crescita. Dobbiamo approvare prossimamente alcuni investimenti per l’attracco di navi più grandi. Sarà un anno molto buono, con nuovi operatori: probabilmente arriverà anche la Disney». La leva su cui puntare, secondo Consalvo, è l’home port: «Spingerei sull’home port, che già c’è con Tui, che fa charter per la Germania: sono voli connessi con le crociere. Vanno ripresi i servizi integrati che abbiamo già fatto in passato con Msc, come i bagagli gestiti in aeroporto, che i croceristi ritrovano direttamente sulla nave. È un obiettivo fondamentale. La città in questo momento non è pronta per incrementi significativi, ma nei prossimi anni, con una programmazione strutturata della mobilità, si possono immaginare flussi più importanti».
Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale, ha riconosciuto i risultati ma ha indicato ciò che manca: «Devo riconoscere, da avversario politico, che la Regione ha accresciuto la propria attrattività. Ma non sappiamo ancora come gestire i flussi. Turismo e infrastrutture sono due fenomeni prevedibili: che la Barcolana si tenga la seconda domenica di ottobre lo sappiamo, che arriveranno mezzo milione di persone lo sappiamo in anticipo. Manca la programmazione». Le soluzioni, secondo Russo, partono da ciò che già esiste: «Bisogna migliorare l’esistente, ad esempio sui parcheggi, e digitalizzare perché ci sia maggiore informazione sulla loro disponibilità. Bisogna programmare direttamente le relazioni con i territori limitrofi. E poi bisogna copiare: Amsterdam ha iniziato a gestire i flussi per rendere la città più vivibile per gli abitanti e, allo stesso tempo, più a misura di turista».