Con l’apertura de L’angolo di Rocco, gli spazi della macelleria della famiglia Rocco di via Tarabocchia tornano a vivere grazie a un intervento di rigenerazione urbana curato da Edil Group. Un lavoro che va oltre la riqualificazione: qui, dove un tempo si trovava l’attività della famiglia di Nereo Rocco, prende forma un ambiente che intreccia memoria, eleganza e spirito d’incontro. Per decenni la bottega è stata un punto di riferimento del rione: aperta dal padre del celebre allenatore, gestita poi dai fratelli e dai figli, ha rappresentato un frammento di quotidianità profondamente legato alla città. La macelleria chiuse 26 anni fa. Da allora, lo spazio era rimasto inaccessibile. Oggi, grazie all’intervento di Edil Group, torna a vivere come enoteca e luogo radicato nella cultura di Trieste. A moderare l’evento di inaugurazione è stata la giornalista Micol Brusaferro; presenti numerose autorità e rappresentanti istituzionali, colleghi e amici, oltre alla famiglia Rocco.
Le parole di Vincenzo Settimo
Durante la cerimonia il founder Vincenzo Settimo ha voluto sottolineare il valore profondo dell’intervento:
“Oggi è per me un momento speciale, non solo come imprenditore ma come cittadino. Inaugurare questo spazio significa riaccendere una luce sulla storia della città. Questo luogo, un tempo macelleria della famiglia Rocco, è parte della memoria collettiva grazie al legame con la grande figura storica, sportiva e umana di Nereo Rocco. Restituirlo a Trieste dopo 26 anni è un gesto che unisce rispetto per le radici e desiderio di guardare avanti. Con Edil Group abbiamo scelto di dare nuova vita ai luoghi dimenticati, generando bellezza e valore. L’angolo di Rocco non è solo un’enoteca: è uno spazio pensato per incontri, cultura, relazioni. Un piccolo scrigno dove il passato triestino dialoga con il presente. Per noi, ogni intervento è come restaurare un’opera d’arte. Qui non abbiamo costruito da zero, ma abbiamo recuperato, custodito e reinterpretato. E questo è solo l’inizio. Crediamo che tutelare la memoria urbana sia un atto di responsabilità verso le nuove generazioni. Siamo e vogliamo essere a disposizione della comunità. Sentiamo il dovere di restituire, con il nostro lavoro, parte di quanto abbiamo ricevuto da questo territorio. La fiducia, le opportunità, i valori che Trieste ci ha trasmesso ci guidano ogni giorno nel costruire progetti che abbiano un significato profondo per chi li vive”.
L’inaugurazione
A rendere ancora più denso di significato il momento sono stati gli interventi delle autorità presenti. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha ricordato come “questa inaugurazione restituisca alla città un simbolo caro a intere generazioni, un luogo che ha fatto parte del tessuto sociale e sportivo di Trieste”. La vicesindaco Serena Tonel ha sottolineato “l’importanza di rilanciare zone che hanno bisogno di nuova linfa culturale e sociale”. L’assessore regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro ha parlato di “una splendida iniziativa che mostra rispetto per la memoria e capacità di visione”. Significative anche le parole dei figli di Nereo Rocco, Tito e Bruno, che hanno ricordato come il padre “ogni lunedì, dopo le partite, si presentava a controllare come andavano le cose”.
L’enoteca
L’enoteca oggi ospita oltre un migliaio di bottiglie, con due ritratti di Rocco a vegliare sull’angolo cucina e un grande tavolo centrale sotto mattoni a vista. L’insegna originale della macelleria campeggia sopra l’ingresso, segno di una continuità visiva e simbolica. Ma l’angolo del Paròn non si limita al vino: sarà sede di eventi privati, incontri culturali e momenti di confronto tra cittadini, professionisti e appassionati della convivialità e della cultura del territorio.
La rassegna stampa
Le uscite stampa dedicate all’inaugurazione: