Nell’ultima puntata di EdilTalk è stato affrontato il tema del diritto alla casa quando subentrano condizioni di fragilità. Al dibattito, volto a cercare risposte concrete a bisogni complessi, hanno partecipato Massimo Tognolli, assessore comunale delle politiche sociali, Marco Tortul, presidente della consulta disabili di Trieste, Massimiliano Liberale, direttore generale di Edil Group e Daniele Mosetti, presidente di ATER.
Un approccio multidisciplinare e sartoriale
Daniele Mosetti ha sottolineato il carattere multidisciplinare di Ater Trieste di fronte alle fragilità, che unisce l’attenzione alle nuove costruzioni a quella per il sociale. “L’obiettivo di Ater è quello di coprire i bisogni del territorio andando sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni”, ha detto, puntando a un servizio sempre più capillare ed efficace. Per Mosetti, ogni intervento deve essere “costruito a livello sartoriale”. Per questo Ater ha introdotto l’ufficio gestione sociale: un ponte tra utenza e uffici tecnici per garantire la migliore soluzione abitativa possibile, permettendo alla persona di palesare le proprie necessità.
Barriere architettoniche e culturali
Marco Tortul ha evidenziato come le barriere architettoniche siano il principale ostacolo quotidiano. Citando il Cribac (link esterno a Cribac), ha ricordato che “il patrimonio immobiliare del comune di Trieste è vetusto”, con criticità strutturali su cui è necessario lavorare con urgenza. La sfida però è anche culturale: “Dovremmo tutti vedere la disabilità come un valore aggiunto per la comunità e non come un problema”, ha aggiunto. Secondo Tortul è fondamentale rivedere i criteri di assegnazione degli alloggi, che oggi non distinguono le diverse disabilità, e potenziare l’informazione sui contributi regionali per l’abbattimento delle barriere.
I numeri di emergenza abitativa
L’assessore Massimo Tognolli ha spiegato che la casa è una delle cinque macroaree d’intervento dei servizi sociali. I dati sono chiari: 1600 persone con disabilità sono in carico al comune, con una crescita annua del 5%. Attualmente, l’amministrazione offre risposte abitative a 65 persone, dislocate in 19 alloggi.Per Tognolli il coordinamento tra i servizi “funziona, ma ha ancora enormi margini di miglioramento”, specialmente in un mercato immobiliare che rende difficile l’accesso alla casa per tutti, aggravando la situazione delle fasce fragili.
Una nuova mentalità progettuale: l’edilizia inclusiva
Per Massimiliano Liberare, fare edilizia inclusiva significa “pensare, progettare, costruire delle strutture in grado di accogliere le persone, indipendentemente dalle proprie capacità o limitazioni”. È un’esigenza universale, poiché chiunque può trovarsi in difficoltà nel corso della vita. Questo si traduce in un’architettura sostenibile che sfrutta le nuove tecnologie per migliorare funzionalità e fruibilità. Liberale ha chiarito che progettare per bisogni specifici “non è più complicato, è una questione di mentalità e noi stiamo cercando di andare verso questa direzione”.
La puntata si è conclusa con un auspicio: per abbattere le barriere invisibili serve un sistema integrato tra istituzioni e terzo settore, considerando le persone con disabilità come cittadini attivi la cui voce ha una rilevanza fondamentale.
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