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EdilTalk: l’ospedale come strumento di cura, la riqualificazione degli esterni del Burlo Garofolo di Trieste 

In questo ultimo appuntamento di EdilTalk si è parlato del delicato legame che intercorre tra chi opera all’interno delle strutture sanitarie, le istituzioni, gli enti del terzo settore e le imprese che sono chiamate a realizzare o riqualificare queste strutture. Il discorso si è concentrato sugli interventi che riguardano la città di Trieste e, in particolare, l’ospedale infantile Burlo Garofolo. Gli ospiti della puntata sono stati il dottor Gabriele Cont, presidente della fondazione Burlo Garofolo; Massimiliano Liberale, direttore generale di Edil Group. 

La struttura: parte integrante della cura 

Fino a qualche decennio fa, l’ospedale era considerato come un semplice contenitore di servizi sanitari. Oggi, la prospettiva è cambiata: “la struttura stessa è vista come uno strumento di cura supportato da evidenze scientifiche”, ha esordito il dottor Gabriele Cont.

La ricerca, infatti, ha dimostrato come la qualità degli ambienti impatti direttamente sulla biologia umana: accortezze mirate come l’abbattimento del rumore tramite pannelli fonoassorbenti, la gestione della luce e l’inserimento di aree verdi, sono in grado di abbassare i livelli di stress. “Ambienti che fanno attenzione agli spazi, al suono, alla luce e anche alle aree verdi, abbassano i livelli di cortisolo e di stress negli operatori, nelle famiglie e nei bambini stessi”, ha spigato Cont. Un ospedale “a misura di bambino” si traduce in piccole ma importanti attenzioni spaziali, come il posizionamento delle decorazioni ad altezza d’occhi dei piccoli e l’uso terapeutico del colore.

Coniugare tecnologia, umanizzazione e psicologia dello spazio

Secondo Massimiliano Liberale, quella ospedaliera è un’infrastruttura che richiede di fondere le complesse esigenze impiantistiche con una progettazione “umanizzata”; l’obiettivo di chi realizza questi progetti è quindi quello di creare ambienti accessibili e funzionali capaci di nascondere la loro natura clinica per creare ambienti a misura d’uomo e di bambino. L’innovazione tecnologica e informatica oggi supporta le imprese garantendo altissimi standard (controllo dell’aria, della luce, della sicurezza), ma l’apporto umano resta insostituibile. Per generare uno stato d’animo di comfort, il tecnico deve saper mescolare ingegneria e architettura. “Si trae un beneficio nel momento in cui si frequenta un ambiente e quell’ambiente rilascia una sensazione di rilassatezza e di confortevolezza”, ha aggiunto il direttore di Edil Group, “in quel momento l’ambiente ha realizzato quello che ci si aspettava. Il bravo tecnico o architetto è quello che riesce a generare questo stato d’animo”.

L’impegno di Edilimpianti per il Burlo Garofolo

Proprio sposando questa filosofia, Edilimpianti ha scelto di sostenere attivamente la Fondazione Burlo Garofolo, promuovendo e finanziando una serie di interventi mirati alla riqualificazione degli spazi esterni dell’ospedale. I lavori si concentreranno in particolare nella zona d’ingresso dal lato di Via dell’Istria e su alcune aree adiacenti alla struttura e alla pista ciclopedonale al fine di alleggerire l’impatto emotivo e la paura dei bambini al momento dell’accesso in ospedale. 

Un beneficio che si riflette immediatamente anche su chi ci lavora, perché, come sottolineato da Cont, “un ambiente che appare freddo, sterile, porta a vivere un’emozione di preoccupazione, e un operatore fa fatica a riportare il paziente a uno stato basale di quiete. Quindi, per l’operatore, vedere il paziente tranquillo è importante”. La salute, del resto, è un concetto globale: è cultura della bellezza, arte e persino musica.

Fare rete per costruire il futuro

In quest’ottica di benessere collettivo, il dialogo continuo e la collaborazione strategica diventano imprescindibili. Da un lato, il confronto tecnico deve sempre integrarsi con le necessità reali di chi vive la struttura quotidianamente: “Il confronto, l’expertise dei vari tecnici deve essere integrata con le esigenze di chi lavora dentro”, ha ribadito Cont.

Dall’altro lato, la sinergia tra pubblico e privato si rivela il vero motore dell’innovazione: il presidente della fondazione ha concluso ricordando l’importanza strategica di queste partnership: “Le relazioni con enti privati e con le aziende sono indispensabili perché le risorse del pubblico sono limitate. Si crea rete e si costruisce futuro, a maggior ragione per un ospedale pediatrico”.

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