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Undicesima puntata di EdilTalk: Trieste che cambia, dialogo sulla città tra impresa e istituzioni

La nuova puntata di EdilTalk, andata in onda lunedì 14 luglio 2025 su Telequattro, ha proposto un confronto inedito tra il mondo dell’impresa e le istituzioni pubbliche, con uno sguardo dedicato alla città di Trieste e alla sua evoluzione urbana. Ospiti della puntata: Vincenzo Settimo, founder di Edil Group, e Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste. Moderata da Bernardo Gulotta, la puntata ha ricostruito le trasformazioni vissute dalla città nell’ultimo decennio, esplorando le traiettorie presenti e future dello sviluppo urbano, in un dialogo a due voci che ha intrecciato visione imprenditoriale e responsabilità amministrativa.

Dieci anni di trasformazione urbana

Il confronto si è aperto con una riflessione sugli ultimi dieci anni di cambiamento urbano a Trieste. Si è parlato del contesto politico e amministrativo in cui tali trasformazioni si sono sviluppate, e delle strategie messe in atto per migliorare la qualità urbana, l’efficienza dei servizi e la vivibilità complessiva. Vincenzo Settimo ha sottolineato come “grazie al lavoro che è stato fatto dall’amministrazione in questi anni la città è cresciuta tantissimo e noi fin dal 2015 abbiamo visto un po’ lungo. Il mercato del residenziale aveva bisogno di una rigenerazione urbana. Noi l’abbiamo affrontata valorizzando il patrimonio esistente, non costruendo nuovo, ma restituendo valore alla città. Negli ultimi dieci anni abbiamo riqualificato oltre 100 mila metri quadrati, più di 90 edifici, con 150 mila interventi e collaudi sull’efficientamento energetico”.

Interventi significativi e cambiamenti visibili

Nel cuore della discussione sono stati analizzati alcuni tra i principali interventi edilizi e progetti di rigenerazione urbana realizzati o in fase di attuazione. I due interlocutori hanno commentato l’evoluzione di quartieri simbolo come Porto Vecchio, Altura, San Giacomo e Campi Elisi, soffermandosi sull’impatto architettonico e sociale degli interventi. Dipiazza ha ricordato come “in vent’anni non ho mai voluto fare un piano regolatore e non ho intenzione di farlo. Bisogna usare e riqualificare quello che già esiste, come ha fatto Vincenzo con l’Obelisco, con San Giusto. Queste sono le cose che vanno fatte”. Settimo ha portato come esempio l’intervento di Sant’Anastasio: “Abbiamo appena concluso un intervento importante: nove edifici, un’area dismessa da tantissimi anni, trasformata in 150 alloggi in classe A4+, tutti abitati. Abbiamo davvero dato nuova vita a un rione, anche grazie alla collaborazione con le istituzioni e al sostegno dell’Agenzia delle entrate”.

Periferie, coesione e qualità della vita

Durante il dibattito è stato affrontato anche il tema della coesione tra centro e periferia, ponendo l’attenzione sulle politiche abitative, sulla distribuzione dei servizi e sulle strategie di rigenerazione urbana volte a garantire inclusività, sicurezza e benessere diffuso. Il sindaco ha evidenziato: “Chi vive in periferia è in periferia. Io ho sempre vissuto in periferia e per qualsiasi cosa dovevo prendere l’automobile. Oggi il problema è anche il commercio: i negozi non stanno più in piedi, la gente compra online. Questo cambia tutto.” Settimo ha aggiunto: “Oggi abbiamo nuovi fondi regionali che permetteranno di sviluppare nuovo patrimonio riqualificando l’esistente e offrendo affitti calmierati. Questo è possibile grazie alla sinergia tra pubblico e privato. Se guardiamo Trieste oggi e tre anni fa, vediamo una città completamente trasformata anche grazie ai bonus edilizi e alla collaborazione istituzionale.”

Infrastrutture, sostenibilità e identità urbana

Lo sguardo si è poi spostato verso il futuro: si è parlato delle prospettive per i prossimi 10-20 anni, dei progetti infrastrutturali strategici, della mobilità sostenibile e del ruolo che la zona industriale e il porto potranno avere nel rilancio della città. Particolare attenzione è stata data all’identità urbana di Trieste e al contributo che le imprese possono offrire nello sviluppo di un modello cittadino competitivo, vivibile e attrattivo. Settimo ha sottolineato: “Il progetto di Sant’Anastasio è stato complesso ma stimolante. Oggi tutti gli alloggi hanno vista mare. Anche alla Maddalena stiamo lavorando su un’area di 15 mila metri quadrati, bonificata in tempi record, dove nasceranno 69 nuovi alloggi con parcheggi, aree verdi e abbattimento totale delle barriere architettoniche”.

Dipiazza ha ribadito: “Il Colle di San Giusto sarà qualcosa di straordinario. Abbiamo già venduto due appartamenti esclusivi a un imprenditore trevigiano: vista mare a 180 gradi, ascensore diretto al centro storico. Questo è un privilegio unico in Italia”.

Collaborazione pubblico-privato

Un ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra istituzioni e realtà imprenditoriali: come costruire un’alleanza virtuosa per lo sviluppo urbano? Quali modelli di governance e di dialogo possono garantire un equilibrio tra visione politica e attuazione concreta degli interventi? Settimo ha spiegato: “Il nostro obiettivo è collegare la storia della città alla modernità. Nei nostri progetti si respira la storia ma si vive l’innovazione: materiali, tecnologie e rispetto per l’architettura preesistente devono convivere”. Dipiazza ha aggiunto: “Poter scendere di casa e raggiungere il centro a piedi è una qualità della vita rara. Trieste ha questo vantaggio ed è ciò che la rende attrattiva a livello nazionale e internazionale”. Su questi due pilastri si può e si deve fondare un rinnovato dialogo e rapporto di confronto condiviso tra l’amministrazione e i grandi player della città , con momenti dedicati per immaginare uno sviluppo e un rinnovamento urbanistico coordinato, coeso e armonico della città, dove l’interesse privato incrocia quello collettivo.

Uno sguardo condiviso sul futuro

Nella parte finale, Settimo e Dipiazza hanno condiviso una sintesi delle rispettive visioni e delle priorità per il futuro di Trieste. La puntata si è chiusa con l’idea che solo attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, visione e progettualità, è possibile costruire una città capace di rispondere alle sfide contemporanee senza perdere la propria identità. Dipiazza ha concluso: “Pensa quando avremo il Porto Vecchio. Quell’area è la più bella della città, e con i giusti interventi potrà offrire grandi ritorni economici e identitari per tutta Trieste”.

  • Prima puntata: “Costruire valore. Rigenerazione urbana, responsabilità sociale e imprese”
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  • Seconda puntata: “Rapporto tra ricerca, università e imprese”
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  • Terza puntata: “Il rilancio di Trieste: tra investimenti e visione internazionale”
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  • Quarta puntata: “IA ed Edilizia: innovazione, trasformazione e nuova customer experience”
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  • Quinta puntata: “Artigianato ed edilizia, sinergie per il territorio”
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  • Sesta puntata: “Società Benefit e impatto sociale”
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  • Settima puntata: “Welfare aziendale e lavoro”
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  • Nona puntata: “Sport come leva di inclusione e benessere”
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  • Decima puntata: “Parità di genere e inclusione”
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  • Puntata finale: “Trieste che cambia, dialogo sulla città tra impresa e istituzioni”
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